Le Regate

Nonostante la sua veneranda età ed il mantenimento di moltissime parti originali, Italia I-20 continua a gareggiare tuttora anche con imbarcazioni moderne in vetroresina con supporto di innovativi sistemi, cercando di mantenre una discreta competitivià.
Il divario tecnologico, infatti, non frena la voglia di navigare e portare così, in giro per il Golfo di Napoli e non solo, il ricordo di una navigazione di altri tempi che resta piena di elementi genuini valorizzando il marinaio che respirando il vento valuta senza supporti tecnologici la velocità del vento, la sua direzione ecc. oltre che dover reggere con più sforzo muscolare e personale di bordo ogni manovra.

Dopo anni di regate affrontate su Italia I-20 ho avuto occasione di provare a regatare su un moderno scafo tenuto e curato nei minimi dettagli per massimizzare il rendimento in regata, La conclusione è che ho osservato una manovrabilità decisamente più agevole: le drizze tutte rinviate in pozzetto, sistemi di bloccaggio scotte, utilizzo di vang, trasto, ecc... qualcosa che per i comuni velisti sembra essere qualcosa di scontato su Italia I-20 sono lussi inimmaginabili che aiutano ad affrontare il mare anche con poche persone di equipaggio.

Ogni anno, Italia I-20, prende parte così ai campionati indetti dalla Lega Navale Italiana di Napoli, a cui l' armatore da anni è associato, ed ad alcune regate di barche d' epoca. In queste occasioni potrete venirci a visitare e se sarete fortunati potrete anche far parte dell'equipaggio per un giorno (per informazioni contattateci italia_i20@libero.it)

Dopo un 2010 ed un 2011 pieno di soddisfazioni, primi nella categoria sia al primaverile che all'autunnale e primi nel primaverile 2011; l'equipaggio in forma quasi completamente stabile è pieno di entusiasmo per l'arrivo della nuova randa concepita appositamente per noi e non come nel passato reperita da altre barche.

Fra il luglio 2012 e l'agosto 2014 Italia è stata trattenuta in cantiere per ristruttuare parzialmente lo scafo ed operare alcuni interventi importanti. Dopo questa lunga parentesi, sebbene l'equipaggio non si sia disperso, non si è riusciti più ad avvicinarsi ai risultati del 2010 poiché le direttive dell'armatore hanno fortemente compromesso le scelte tattiche di regata. La paura di scalfire la "nuova" Italia hanno portato ad una condotta di prudenza estrema ed è per questo che rispetto al passato si è deciso di rinunciare a diverse competizioni.


Qui sotto troverete elencate le regate a cui parteciperamo quest'anno con le relative date e più in basso i racconti e i risultati delle ultime regate disputate.

Regate anno 2015

37° Campionato Primaverile
(25 aprile al 1° giugno 2015 Golfo di Napoli e Ventotene)

Grandi Vele Gaeta
25-28 giugno Gaeta

Le Vele d'Epoca a Napoli
1-5 luglio Napoli

29° Trofeo Edoardo De Martino
(12-13 settembre 2015 Sorrento)

33° Velalonga
(20 settembre Napoli)


Racconti delle ultime regate disputate


Il ritiro di Gaeta

02/07/2016

Con grande piacere Italia si è recata a Gaeta per le regate per vele d'epoca, la nuova ciurma raggiunge con successo Punta Stendardo con un celere trasferimento.
Nella prova di venerdì, eccezionalmente disputata in presenza del vecchio timoniere, Italia si regala una simpatica regata nella quale si torna a veleggiare anche con una vela di spy. Dopo una prima bolina tranquilla nel tratto di poppa l'armatore concede alla nostra olimpionica, dopo quasi un anno di astinenza, di issare il gennaker. La regata procede discretamente poiché il bordo verso terra scelto dai nostri marinai frutta un buon recupero sulle velocissime barche della marina militare. Durante tutta la regata Italia rimane nel gruppo centrale dei regatanti concedendosi anche qualche sorpasso. Dopo la terza boa allunga la distanza sulle inseguitrici nel momento più critico della prova, ovvero durante il picco minimo del vento; raggiungendo poi il traguardo dopo una prova disputata bene.

Purtroppo il sabato le cose vanno in maniera molto diversa. L'equipaggio in parte mutato ha un inizio prova soddisfacente, ma il vento sale di nodi e, durante un sorpasso Italia collide con un altra imbarcazione in regata. Il ritiro è d'obbligo e la nostra barca non disputerà altre prove.



La svolta del 2016

26/05/2016

La bella ItaliaL'Italia del 2016 ha affrontato il Compionato Primaverile LNI con un nuovo spirito. L'equipaggio mutato nella maggioranza dei suoi componenti ha partecipato sono ad alcune regate cercando di evitare le condizioni metereologiche estreme; in tutti i casi si è scelta una velatura tale da poter salvaguardare la barca.
L'armatore ha saputo scegliere nuove leve che dimostrano di amare la barca oltre che il mare; e si è quindi navigato per esserci negli appuntamenti importanti che la Lega Navale ogni anno propone.
Nessuna classifica per Italia che ha scelto di non essere stazzata per questo appuntamento.



Velalonga 2015

29/09/2015

La manifestazione della Velalonga non è mai stata una regata dove la barca Italia potesse esprimere qualità, poiché il sovraffollamento di imbarcazioni, specie in partenza, e la classifica senza rating, non aiuta a raggiungere risultati interessanti.

Il vento di grecale ha obbligato il comitato di regata a dare corso ad una partenza con andatura di poppa. L'armatore ha richiesto più mani di terzaroli e l'esclusione dello spinnaker per questa partenza per il timore di crescita del vento nel corso della competizione.
La partenza sfortunata, perchè eseguita nei pressi di un meteor che navigava contromano dopo il via, ha fatto andare in crisi Antonio che per evitare rischi di collisione ha preferito tornare nel lato di prepartenza. Ultimi come sempre iniziamo a navigare verso la prima boa.
Finalmente partiti iniziamo subito a competere con le barcazioni vicine cercando di realizzare qualche sorpasso.Armatore Sisimbro Dopo la prima boa si affronta il secondo tratto di poppa e solo a quel punto l'armatore decide di sostituire il fiocco di prua con un genoa. Si conduce verso la seconda boa di poppa attraverso una rotta rettilinea, ma nonostante il mezzo nodo in più di velocità lasciamo sfilare tutti sopravento per evitare che al giro della stessa ci si trovi stretti fra le barche.
Siamo in cinque ad arrivare alla fine del tratto e quelli interni girano prima e meglio, però nella bolina Italia inizia a volare sull'acqua.
Nel primo mezzo miglio sorpassiamo 4-5 barche in velocità, ma raggiunti poco più di 6 nodi l'armatore inizia a temere per la sicurezza della barca e decide di riarmare il fiocco. Viriamo verso la costa per posizionarci in una zona meno trafficata del campo di regata ed eseguiamo il cambio vela.
Molte barche erano scappate via ed ora procedavamo con lentezza e solo con una scelta accurata del bordeggio riusciamo prima a rimanere vicini agli avversari a noi più prossimi, poi iniziamo a distanziarli fino a recuperare nuovamente il gruppo della precedente boa.
Al giro della boa di bolina avevamo tutte le barche del gruppo di coda dietro di noi e manteniamo la posizione fino alla boa della partenza. Nuovamente di poppa issiamo stavolta un genoa intermedio e nel secondo tratto poppiero, visto il vento ormai calato, togliamo tutte le terzaroli della randa. Tallonati da due imbarcazioni fino alla seconda boa di poppa ricominciamo a bolinare.
Il vento era minimo e iniziavamo a pensare di non arrivare per il tempo limite. alcune barche comunicano via radio il loro ritiro.
Improvvisamente il vento si azzera; silenziosamente cambia e ruota di 110° ma con poca pressione... Nessuno se ne accorge. Noi filiamo le nostre vele e puntiamo la prossima boa con andatura di lasco. Con poco più di tre nodi di velocità iniziamo a recuperare altre barche, posizionate ancora con la rotta della vecchia bolina, lontane quasi mezzo miglio. I salti di vento si ripetono, ma noi li seguiamo. Passiamo in mezzo ad altre quattro barche e li lasciamo indietro. Il vento riprende un po'di forza a poche centinaia di metri dalla boa ed è di nuovo di bolina. Nessuno riesce a starci dietro e percorriamo il tratto finale senza altri avversari a prua e tagliamo il traguardo liberi da inseguitori.

La classifica è comunque impietosa, ma con vele sempre ridotte e senza spinnaker non si poteva immaginare altro risultato. La Velalonga ci ha comunque regalato una giornata di sole con emozioni fatte di sorpassi, salti di vento, tanti cambi vela che comunque una minima competizione.



De Martino 2015

18/09/2015

Varo della S.Anna Su un lato della costa della magnifica penisola sorrentina, si sono svolte le regate di vele d'epoca, che come ogni settembre da ventisette anni, regala ai turisti, ai regatanti ed hai sorrentini un weekend ricco di appuntamenti dal sapore marinaresco.
Dopo la mostra fotografica di imbarcazioni a vela del venerdì, sabato si è disputata la prima regata con il classico campo di regata a bastone disteso quasi sulla lay line di sinistra con la partenza ed arrivo posizionata a metà di questo.
Il vento di circa 13 nodi ha obbligato Italia alla solita estrema prudenza (randa terzarolata).
Un po' in ritardo sul posizionamento partiamo lontani circa 50m dalla boa di partenza molto favorita rispetto all'altro estremo della linea. Passiamo la prima boa terzi dietro a Finimondo, che già si distanziava, e Aquila.
I bordeggi sono pochi, ma le virate con il genoa con l'equipaggio abbondante di 14 persone, ma senza titolari, ci fanno perdere molto. Si recupera di poppa e si perde molto sul giro di boa che ci porta alla bolina. Finimondo si allontana e noi sempre a poche decine di metri da Aquila. Tutto procede senza miglioramenti finché in un momento di disattenzione si tocca la boa di bolina. Il giro dei 360°, che fa scontare la penalità, ci condanna a mantenere il terzo piazzamento.
Domenica mattina si è varata la vela latina S.Anna, gemella di S.Rosa, sulla spiaggia di Marina Grande di Sorrento, poi si è regatato nuovamente. Partenza assurda, durante la quale la barca giuria si è spostata a motore per riassettare il campo di regata, ma senza annullare la procedura che dà il via. Noi ci troviamo a partire come da tradizione ultimi e con poco vento. Da subito si percepisce che la prova sarà caratterizzata da continui salti di vento nell'ordine delle decine di gradi e da variazioni di intensità dai 7 ai 12 nodi.
Ci diamo da fare per seguire continuamente con regolazioni e rotta i capricci del vento. Dopo poco siamo in lotta per il secondo posto e vicini al primo, ma tutto è sempre in gioco fino al traguardo. In reale tagliamo il traguardo secondi a poche decine di metri da Finimodo, ancora primo.
Strappiamo così un secondo posto in classifica finale, ma con un weekend di regate finalmente competitivo.




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