Italia I-20
L'otto metri Stazza Internazionale che nel 1936 conquistò l'oro alle olimpiadi disputate a Kiel.
Una barca che traspira passione per il mare ed il vento. In armonia con gli elementi la vediamo ancora solcare i mari lungo le coste del Golfo di Napoli. Dal 2002 viene dichiaratata dal Ministero dei Beni Culturali "monumento nazionale".
Con l'aiuto di voi visitatori sto accumulando ulteriori informazioni, foto e leggende che si ricollegano alla storia di Italia grazie al contatto diretto con la mail italia_i20@libero.it
Rolex cup Portofino 2009
Video di un'uscita in barca
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Non vi sono conferme sul perchè, ma le regate previste per il giorno 19-20 maggio sono state spostate per "motivi logistici". Riportata così la motivazione sul comunicato ufficiale, ma noi di Italia vorremmo vederci un po'più chiaro...
Si, il costone che sovrasta il porto lì nella Marina Grande di Capri è davvero insidioso come già in passato ha dimostrato, ma che dopo tanti anni dall'ultimo crollo che si possa parlare ancora di incertezza della location quando quotidianamente yacht milionari vengono ormeggiati su quelle stesse famose sponde e l'accesso non è interdetto ai tanti pescatori e turisti, ci desta sospetti.
Il sospetto nasce dalla coincidenza delle due date con eventi concomitanti di grande interesse popolare, ovvero dalla finale della Champions League fra Chelsea e Bayern Monaco e la finale della Coppa Italia fra Napoli e Juventus!
Come per assurdo uno sport ne blocca uno altro del tutto diverso sono per una coincidenza di data, nemmeno di orario visto che le due partite di calcio di disputano in prima serata.
Voci non ufficiali parlano di uno slittamento delle regate per i giorni 2-3 di giugno.
Il giro dell'isola impossibile | 02/05/2012 |
Il trofeo Isola di Ischia da anni propone la regata che prevede la circumnavigazione dell'isola in senso orario a partire da Punta Molino, ma negli ultimi anni questa prova risulta essere nulla per molti o per tutti. Anche quest'anno infatti il vento debolissimo ha reso impossibile il raggiungimento del traguardo per l'intera flotta. Ad aggravare le condizioni di vento anche la scelta di attraversare per prima il lato a ridosso dell'isola e quindi ancor più povero di vento.
La regata viene dichiarata nulla e quindi risulta come mai disputata non conteggiabilr ai fini delle classifiche generali.
Il primo maggio c'è più aria nel canale di Ischia dove si parte con una buona brezza. Partiamo come sempre in estrema sicurezza lontani dai punti più appetibili della linea di partenza, dove c'è molta folla di barche, e appena possibile scegliano il lato sotto la costa di Ischia per raggiungere la prima boa.
Alla prima poppa siamo forse quinti, i nostri avversari si accalcano proprio al secondo giro di boa e insieme si ingaggiano per una seconda bolina sul lato sinistro del campo di regata. Italia converge alla boa di poppa con Brigard e Carpediem; anticipa l'ammaina dello spinnaker per girare più stretta alla boa e impostare la nuova bolina con mure a dritta e sopravvento a Brigard.
La manovra riesce, ma la scelta così diversa di percorso per la seconda bolina preoccupa. Nel gruppo di testa verso sinistra c'erano Frittatina, Bellablu e qualche altra barca, ma la presenza della capoclassifica ci spinge a non divergere troppo nella tattica per non rischiare il ko.
Viriamo a circa metà tratto e scopriamo di aver recuperato i miuti di ritardo su Frittatina proprio nell'incorciarla. Eravamo davanti di un paio di lunghezze ed ora ci toccava non perderla.
Virimo mettendoci sulle sue stesse mura ed ingaggiandola sporchiamo il suo vento, ma la manovra troppo lenta le permette di passarci sottovento. Si arriva alla boa di bolina con il sorpasso ai danni di Ferdinando e rimanendo a tre lunghezze da Frittatina che sceglie si abbattere subito cercando aria pulita, noi tardiamo l'abbattuta scegliendo una rotta comunque più poppiera.
Minuti dopo andiamo perfettamente sulla rotta dell'ultima boa a buona velocità distanziando Ferdinando ed altre due imbarcazioni a lei vicina, ma a trecento metri dalla boa il vento impazzisce, prima gira di 180° poi dopo qualche minuto scompare del tutto.
Ora eravamo con Carpediem già in boa noi vicini a duecento metri, ma senza velocità dietro di noi Frittatina molto dietro e Bellablu che lentamente riusciva a proseguire verso di noi.
Con tempi lunghissimi arriviamo alla boa poco prima di Frittatina grazie ad alcune decine di secondi con vento di poppa reggistrato solo dalle nostre vele che ci fa guadagnare metri preziosissimi, poi di nuovo quasi nulla ma al traverso. Con vento quasi nullo Frittatina riesce a passarci sottovento con vele sicuramente più prestanti delle nostre, noi lottavamo per tenere a bada Bellablu che ormai era a due lunghezze da noi.
Tanto era la corrente marina più forte del vento che abbiamo rischiato di urtare la barca giuria, evento che ci sarebbe costato la squalifica, non riuscendo a governare la rotta, ma la nostra prua passa finalmente il traguardo con circa quattro minuti di ritardo rispetto a Frittatina.
La classifica ora ci vede secondi con due punti di scarto sulla prima, ma con una quarta prova valida lo scarto del 5°posto ci farebbe ricuperare un altro punto su Frittatina che al peggio ha un 4°posto e così per pareggiare con lei occorrerebbe averla dietro anche di una sola posizione alla prossima regata.
Come ogni anno vele da tutto il golfo di Napoli ed oltre giungono sotto al Castel dell'Ovo per l'appuntamento velistico campano più pubblicizzato e coinvolgente dell'anno.
La partenza si fa attendere poichè in mare mancava un elemento fondamentale per la riuscita della giornata, ovvero il vento.
Dopo qualche ora di ritardo si parte in mezzo ad una miriade di imbarcazioni. Due giri attorno al quadrato descritto da quattro boe appena davanti al litorale caracciolo per quella che sembra essere la "giostra dei velisti".
Su Italia si è regatato in sole cinque persone con la presenza di una nuova matricola a bordo, Roberto. Tra vele in mare, urla e bruciature per drizze che scorrevano veloci fra le mani sotto un sole a tratti ardente abbiamo passato una bella giornata di festa.
Una Velalonga sull'abbrivio dell'America'S Cup | 27/04/2012 |
Quest'aprile Napoli vuole concorrere seriamente ad aggiudicarsi il titolo capitale della vela italiana. Dopo l'evento internazionale dell' America'S Cup di qualche settimana fa assisteremo all'evento velico più partecipato per numero di barche iscritte ed equipaggi coinvolti del sud.
Sabato 28/04/2012 primo giorno di regate confluiranno verso via Caracciolo, nel cuore di Napoli, numerose regate. Oltre allla regata Over'60 disputata interamente nelle acque antistanti la città e l'assegnazione della Coppa Ammiraglio Acton, verranno posti gli arrivi delle regate che si terranno ad Ischia-Pozzuoli, Castellammare ed il Trofeo Giannotti.
Domenica si disputerà la XXVIII Velalonga, su un quadrilatero con uno dei vertici posto a pochi metri dalla rotonda Diaz sul litorale caracciolo, dal quale prenderà il via l'imponente manifestazione.
America'S Cup a Napoli | 15/04/2012 |
Questa Pasquetta 2012 rimarrà nella memoria dei napoletani come quella dell'America'S Cup.
Il coinvolgimento della cittadinanza è stato ineguagliabile, il giorno di pasquetta, uno dei pochi con il bel tempo in quella settimana, decine di migliaia di napoletani e turisti si sono riversati nel villaggio creato all'interno della villa comunale di Napoli.
Purtroppo in quella giornata non era prevista alcuna regata o manifestazione. Nei giorni a venire il mal tempo è stato predominante, onde e vento hanno dato un po'di brio ai regatanti che si sono confrontati su un campo di regata incastonato nell'abbraccio di via Caracciolo, ovvero fra Mergellina ed il Castel dell'Ovo.
La boa di arrivo piazzata a non più di un paio di centinaia di metri dalla costa ha dato la possibilità a tutti gli spettatori di poter vedere e fotografare l'evento.
Il plauso maggiore è rivolto proprio a questi appassionati che anche sotto una prolungata ed incessante pioggia non hanno rinunciato ad assistere a quest'evento internazionale così affascinante.
Il premio è stato quello di vedere la nostra italiana Luna Rossa Piranha vincere la tappa napoletana per le regate di flotta tagliando per prima il traguardo della regata più importante tenutasi domenica 15/04/2012, con grande vantaggio su tutte le avversarie.
Italia I-20 s'è incontrata con questi catamarani nel weekend pasquale, in quei giorni di allenamento in cui gli equipaggi prendevano confidenza con le acque partenopee. Il limite del campo di regata ancora non era così invallicabile e così gli equipaggi si sono scambiati per mare sguardi di ammirazione reciproca.
Alla fine della giornata un gruppo di questi professionisti marinai ha raggiunto la Lega Navale di Napoli per poter visitare da vicino Italia e omaggiare l'armatore delle solite proposte di acquisto puntualmente respinte dal nostro Sisimbrokan.
Weekend fra alti e bassi | 03/04/2012 |
Abbiamo appena vissuto un weekend fra alti e bassi. Due regate con risultati molto diversi condizionati negativamente da uno stesso evento.
La regata costiera del sabato era ovviamente a noi favorevole pur partendo con un minuto di ritardo recuperiamo qualcosina alla boa di bolina e poi ci lanciamo in un unico bordo di bolina, prima stretta poi affogata ed infine larga fino all'arrivo a Procida.
L'evento, che ci ha fatto recuperare da molte barche, è stato l'aumento di vento avvenuto sotto costa che ha agitato l'armatore. La conseguenza è stata la scelta di diminuite lo sbandamento della barca mettendo da parte l'obbiettivo di rapidità. La prova si conclude con un primo posto con il calcolo del compenso essendo solo terzi in reale.
La domenica usciamo dal porto già con i terzaroli ed il fiocco, visto il vento teso della mattina. Le velocità di bolina erano basse intorno ai 5 nodi e quindi si prospettava una regata poco competitiva per noi.
La partenza già ci vede in ritardo di oltre 2 minuti viste le manovre si "sicurezza" dell'armatore che conduceva in quel momento la barca. Partiamo sul lato sfavorevole della linea e abbiamo altri equipaggi sopravento che ci impedivano di virare.
Alla prima boa già avevamo circa 5 minuti di ritardo al secondo giro raddoppiamo visto il vento anche un poco meno intenso.
Unico momento felice è l'ingaggio con la barca amica Valentina proprio sull'arrivo e concluso con il sorriso sul volto dei due equipaggi dopo urla di esaltazione e manovre spericolate.
Sui 6 mn stimati di un bastone se ne calcolano 3 di bolina. Con un vento del genere si naviga almeno a 6 nodi con un nodo di velocità di media sull'avanzamento di bolina in meno si accumulano 13 minuti di ritardo, senza contare il ritardo in partenza... e quindi si comprende bene il risultato finale di un quinto posto con 13 minuti di distacco dal primo classificato in reale.
Italia è anche questo, compromessi fra prestazioni e sicurezza, una barca così va sempre cautelata anche con il difficile copito di condurla frenata.
I regata di campionato quasi senza vento | 19/03/2012 |
La I regata di questo Campionato Primaverile è stata un po'deludente.
La partenza è scadente, nell'ultimo minuto Antonio porta la barca molte decine di metri sotto la linea di partenza e poco dopo subiamo la copertura ravvicinata di due avversari. Riusciamo poggiando a superarli, ma rischiamo di non prendere la boa che delimita la partenza.
Il momento è propizio per la prima virata già eseguita da molti situati sopravvento a noi, ma la rotta non sembrava la migliore. Oltrepassiamo il via dopo circa due minuti e mezzo dall'ultimo segnale. Decidiamo di adare controcorrente e riviriamo abbandonando la rotta costiera e percorriamo un lungo tratto mentre il vento ormai era davvero flebile.
Dopo alcune virate, non lontani dal Capo di Posillipo, continuando straordinariamente a procedere mentre alcune barche come Twist ed Abacaxi, appartenenti al primo gruppo in partenza, non riescono a portare i nostri gradi e hanno le vele molto disturbate dal beccheggio finendo così con l'essere sorpassate nonostante il vento era ormai quasi assente.
Il vento ci da buono e avevamo la prima boa sottovento. Recuperavamo su tutti quelli attorno a noi. Se tutto fosse rimasto così di sicuro avremmo passato per primi la boa, ma quando il bordo ha iniziato a dare scarso al tentativo di virare ci fermiamo senze riuscire nè a completare la manovra né recuperare l'andatura preedente. Minuti di beccheggio infiniti senza riuscire a ripartire.
Quando il vento torna nelle nostre vele il grosso del gruppo era già in boa. La poppa procede con lentezza con l'episodio finale in cui noi mure a dritta ed una barca mure a sinistra ci incrociamo. Loro non strambano con le vele, e si fermano rimanendo oltre il loro il fil di ruota; ci coprono con le vele rimaniamo pressocché fermi. Quando usciamo finalmente dai loro rifiuti oltre un minuto dopo ci troviamo con pochissimo tempo per strambare e fare il cambio vela. Andiamo lunghissimi in boa e da un riferimento temporale su Grandepuffo risultiamo diero di lui di 11 minuti!!!
La bolina va meglio. Più vento e bordeggio buono ci portano a recuperare moltissime barche fra cui Brigand e Sherazade.
In boa dopo aver favorito Desireé dandole acqua, recuperiamo Ferdinando e ci portiamo incredibilmente a meno di una lunghezza da Grandepuffo; ma alla seconda boa di bolina questi commettono una grossa scorrettezza. Mente issavano il loro spinnaker si accorgono che noi avevamo già issato la vela poppiera ed a quel punto Marco, l'armatore di Grandepuffo, interrompe la sua manovra per prendere il timone da mano al compagno, orzare e costringerci a fare lo stesso per evitare la collisione.
Procedevamo al traverso invece che cercare di raggiungere la boa successiva. Loro ci guardavano e attendevano la nostra reazione. Mollando le nostre vele riusciamo a rallentare per poterli passare per poppa e cominciare di nuovo a regatare. Solo a quel punto Marco si riporta a prua per riprendere ad issare il suo spy.
La regata non si conclude con l'uscita fuori tempo massimo per tutte le imbarcazioni del primo e secondo gruppo tranne che per Slyfox, unica a tagliare il traguardo per tempo.
Consegnata la nuova randa | 13/03/2012 |
Finalmente una randa tagliata su misura per noi!
E'questa la grande novità tecnica di quest'anno, è stata consegnata lo scorso weekend la nuova randa progettata su misura delle nostre caratteristiche. Il colore è quello che richiama i materiali di un tempo, o come dice l'armatore: "color spago", così come le due vele prodiere donateci da Vega I-4 anni fa.
La nuova vela non presenta fori di nessun tipo, né per i matafioni né per le mani di terzaroli che su Italia vengono gestite con l'arrotolamento della vela attorno al boma. Le stecche hanno il tipico inserimento delle vele moderne e la base della randa non è trattenuta dal boma se non nel punto di mura e alla bugna.
Le prestazioni ovviamente sono tutte da scoprire e con molta probabiltà le potremo intravedere alla prima regata dell'ormai prossima I prova del primaverile 2012 (),
prima di riporla al sicuro per poterla armare solo per le grandi occasioni come regate di barche d'epoca e per le prove del' di aprile.
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